venerdì 17 ottobre 2014

L’Istat smentisce la ripresa: Pil in calo, l’Italia non cresce dal 2011




istat



L’italia non decolla e anche quest’anno conferma una recessione che dura da tre anni. È questo il quadro che l’Istat ha dipinto del nostro Paese, rivedendo le stime troppo ottimiste sulla crescita del Pil, stime ribassate dal -0,2% di agosto al -0,3%.
L’entusiamo del Consiglio dei ministri, impegnato ad approvare una finanziaria da 30 miliardi di euro, si è scontrato con i dati pubblicati dall’Istat che evidenziano come l’Italia sia ben lontana dal completo superamento della crisi economica, con un Pil fermo a 385, 7 miliardi, il valore più basso da 14 anni.
Il primo indicatore analizzato dall’Istituto è il rapporto deficit/ pil, il quale nei primi due trimestri del 2014 si è attestato al 3,8%, con un peggioramento di 0,3 punti percentuali rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Inoltre, il potere d’acquisto e i redditi delle famiglie sono in caduta libera e hanno registrato nel secondo trimestre del 2014 un calo rispettivamente dell’1,1% e del 1,5% rispetto al 2013.
La mancanza o la riduzione del reddito ha portato ad una contrazione dei risparmi dei cittadini: la spesa per i consumi aumenta, lo 0,02 % in più rispetto al precedente trimestre, mentre la propensione al risparmio diminuisce progressivamente, fino a scendere all’1,8% in meno rispetto al 2013.
Una risposta a questi dati, che non fanno presagire una immediata ripresa economica, è stata data dal Commissario alla spending review Carlo Cottarelli, il quale ha indicato la strada da seguire per mettere in ordine i conti pubblici: ridurre i Comuni, trovare «meccanismi di incentivi alla fusione sul modello di quelli disegnati per le partecipate locali e un meccanismo premiale per i comuni che si mettono assieme».
Tra le proposte del Governo e gli annunci di una “ripartenza italiana”, il crollo delle borse europee ha evidenziato la fragilità economica dell’Europa ed in particolare dell’Italia, incapace di trovare una cura a questa recessione.



Fonte : Benedetta Cucchiara per 2duerighe